Qualche giorno fa un amico mi faceva gli auguri di buon anno e tra le altre chiacchiere mi ha mandato un link ad una pagina della NASA dove si fa riferimento all’asteroide 2004 MN4. Questo sassolino (di 320 metri di diametro), potrebbe colpire la terra nel 2029 anno più od anno meno… Sul momento, ho tagliato corto dato che non avevo molto tempo ed avevo già affrontato l’argomento diverse altre volte; però alcuni giorni dopo (dopo una giusta metabolizzazione 🙂 ) ho visto la cosa sotto un’altra luce.

Questa “nuova” visuale, mi sta portando a scrivere queste quattro righe. Forse la gente non lo sa, ma esistono centinaia (qui fa capolino il mio ottimismo, sono probabilmente migliaia, se non di più) di oggetti in orbita di potenziale collisione con la terra. Molti di questi corpi celesti possono essere tracciati dai nostri ricercatori, ma altri possono avere orbite talmente allungate che la scienza moderna non ne conosce nemmeno l’esistenza.Con il concetto di orbita allungata, intendo quei corpi celesti che orbitano attorno al nostro sole (o anche attorno ad altri pianeti) ma che essendo influenzati da altre forze gravitazionali per “fare tutto il giro” ci mettono un sacco ti tempo (un esempio per tutti è la cometa di Halley, che passa vicino a noi ogni 76 anni).

Tutto questo per dire che il temporaneo allarmismo generato da qualche giornalista che vuol fare un po’ di casino tirando fuori l’ultimo “avvistamento” non serve a molto. Questo genere di problemi, si risolve solo con un approccio attivo: o sparando una testata esplosiva in prossimità dell’oggetto o agganciando a debita distanza dalla terra l’asteroide con un veicolo spaziale e deviandone l’orbita.

Tutte tecniche da film e praticamente impossibili da applicare con le tecnologie attuali. Serve un sistema di rilevamento molto più accurato e un propulsore spaziale decente, tutte cose che non abbiamo e se continua così il tenore di investimenti nella ricerca, non avremo per un bel po’ di tempo.
Ma gli asteroidi non aspettano.
Chiedetelo ai dinosauri, se avessero avuto più tempo per evolversi, magari si sarebbero evoluti in una forma di vita senziente, e probabilmente la vita su questo pianeta sarebbe totalmente diversa da come è ora.

Se non avessimo interrotto la corsa spaziale dopo le missioni Apollo sulla Luna, adesso avremmo le tecnologie necessarie per salvaguardarci.

Ma è sempre la solita storia: l’umanità fa le cose solo quando è alle corde, quando il tempo è agli sgoccioli (vedi il problema del petrolio).

C’è forse da sperare in un asteroide? Così che l’umanità concentri i suoi sforzi nella ricerca spaziale e non in stupide ed inutili guerre e menate varie perditempo? (l’elenco delle cose inutili è troppo lungo, ma se avete letto fino a qui, sapete bene di cosa parlo).

Mah… 🙂

P.S.: uno spunto per chi è interessato all’argomento può essere la scala di Torino, ed ovviamente wikipedia. 


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